domenica 8 novembre 2015

In attesa di Spectre, Skyfall.

James Bond

E così, sono arrivato alla fine del cerchio. Manca solo Spectre e poi il grande affresco di James Bond sarà completo. 
Daniel Craig insieme Martin Campbell (Casino Royale), Marc Forster (Quantum of Solace) e un tale Sam Mendes (Skyfall e Spectre) hanno tratteggiato l’ultima parabola della spia più famosa del Regno Unito (e del mondo, mi sa!).

La storia di 007, così come è stata interpretata da Daniel Craig, è stata, a tutti gli effetti, appunto una parabola. Questo concetto, però, me lo tengo buono fino alla visione di Spectre, ché non voglio andare fuori tema.

Oggi si parla di Skyfall. Spoiler alert, sia chiaro.

Il film ha una caratteristica fondamentale, su cui si basano molte scelte legate alla storia: è contemporaneamente di rottura e di conferma rispetto alla continuity della saga.

La rottura si manifesta nell'antagonista di Bond: non si parla più di questa fantomatica organizzazione presente ovunque ma di un solo uomo, mosso da interessi personali (la vendetta) invece che dalla sete di potere. Quest’uomo, Raoul Silva, è interpretato da Javier Bardem, sempre più a suo agio nella parte dello psicopatico con una morale distorta.
Una personcina equilibrata
La conferma, invece, è facile trovarla negli aspetti fondanti la saga.

M finalmente si fida di Bond: nonostante all'occorrenza lo sacrifichi per un bene superiore, durante il film gli affida missioni delicatissime (recuperare la lista di tutti gli agenti Nato infiltrati nelle organizzazioni terroristiche), lo reintegra in servizio anche quando l’agente non ha superato i test e – attenzione, attenzione! – prima gli rende conto di alcune sue scelte passate e poi mette la sua vita nelle mani di lui. 
Più fiducia di così, si muore (letteralmente!)

Le bond girl di turno fanno esattamente quello che ci si aspetta da loro: Eve Moneypenny (anche lei agente dell’MI6) lo accompagna in missione, gli lancia la pistola e gli porta i messaggi. Severine si fa sedurre in due minuti e muore poco dopo, risultando utile solo per raggiungere Silva (oltre che per il piacere di 007, non ce lo dimentichiamo!)

Cosa ho scoperto di nuovo e quali sono le chicche di Skyfall?

Il tormentato rapporto con l’autorità non è appannaggio esclusivo di Bond, anche M né è affetta. Sarà una competenza fondamentale per lavorare nell’MI6, evidentemente.

La primissima scena è una strizzatina d’occhio ai fan di Bond: Craig entra in scena nella classica posa all'interno del mirino e la musica accenna – per un secondo scarso – il tema dei film. È un po’ come se il regista avesse voluto aprire il sipario, con questa chicca.

James Bond
Alla voce: entrate in scena da manuale
James Bond non è immortale né infaticabile: in Skyfall lo vediamo più volte ferito, con le occhiaie, spezzato e dolorante. Tra Quantum of Solace e Skyfall, l’agente segreto salta a piè pari il momento della maturità, passando direttamente da essere l’agente ancora da testare a essere quello ormai navigato, di cui ci si può fidare ma che non ha più voglia di combattere. 
Per carità, Bond si rialza sempre – lo sappiamo tutti – ma vederlo logorato aggiunge un tocco di tensione che male non fa, anzi.

Finalmente compare il reparto Q, quello dei gadget: il confronto tra vecchio e nuovo modo di fare la spia, tra chi mena le mani e chi le usa per battere sulla tastiera del pc (tema che ripercorre l’interno film) esplode col viso pulito e le espressioni spaurite di Ben Wishaw.

La sigla stavolta si supera, sia per il comparto grafico che musicale: Adele canta Skyfall con voce sexy e potente, accompagnando un Bond che tutti crediamo morente benché siano passati appena dieci minuti dall’inizio del film.

Nonostante tutto questo, Skyfall è il più in basso nella lista dei tre e si becca solo un 6 e ½.
Segretamente spero che Spectre arrivi almeno a 8.

Ultima cosa: qualcuno spieghi agli eroi dei film che quando un cattivo si fa catturare facilmente, ha sempre un diabolico e precisissimo piano di riserva. O no, Batman?

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