martedì 3 novembre 2015

In attesa di Spectre, Quantum of Solace

Il poster del film

Vedere in sequenza ravvicinata una serie di film collegati tra loro fornisce spunti molto interessanti: ci si può soffermare sulla macrostoria (la continuity che io amo tanto) e vengono a galla più facilmente tutti i rimandi che gli autori – e i registi – fanno nel corso delle storie.

Chiunque di voi è stato un amante della trilogia del Signore degli anelli conosce molto bene la differenza tra aspettare un anno tra un film e l’altro e vederli in sequenza (tra l’altro, è una delle maratone cinematografiche più belle che possiate fare, se amate il genere e non vi manca il tempo).

Come avrete capito dal post precedente o dal titolo di questo qua, per la prima volta mi sono dedicato al binge watching dei film di James Bond (quelli con Daniel Craig): lascio passare pochi giorni se non poche ore tra un capitolo e l’altro e mi sono trovato ad associarli a una serie televisiva.
In effetti, se il primo capitolo (Casino Royale) è servito a presentare il protagonista, accennare all'antagonista e buttare giù le basi delle future storie, il secondo approfondisce e permette l’evoluzione di alcuni aspetti.

Andiamo con ordine.

La prima scena di Quantum of Solace, tanto per farci capire che tipo di film è e chi è il protagonista, è un inseguimento in auto su una strada talmente stretta che io farei fatica a guardare oltre la macchina che mi precede. 
Bond invece sorpassa, spara, guarda male il nemico e schiva camion come se non ci fosse un domani. 
Indossando un completo, eh, mica la tuta.

Dopo 2 minuti, quindi, il tono del film si è capito. E infatti gli inseguimenti, nel corso delle successive due ore, saranno ben 4: uno in auto, uno a piedi, uno in barca e uno anche in aereo. 
Non avrebbe stonato uno in segway ma mi sa che sarebbe stato noioso.

Sai che scena, però?
La continuity che lega questo film agli altri della serie non tarda a farsi vedere.
   
  • Quantum of Solace riprende esattamente alla fine di Casino Royale: il prigioniero di Bond, nella scena iniziale, è il cattivo cazzuto del primo.
  • L’organizzazione dei cattivi (ancora non è mai stata nominata) comincia a delinearsi meglio: è dappertutto, destituisce governi, tratta con dittatori… insomma, è una piovra innominata.
  • L’MI6 fa finalmente vedere i muscoli: laboratori costosissimi, software di riconoscimento facciale, database enormi, cellulari traccianti, ecc.
  • Il rapporto tra M e James Bond evolve, evolve, evolve: prima lei non si fida di lui e lo tiene sott’occhio, poi lui scappa, quindi lei gli cancella le carte di credito e poi gli fa una scenata… in poche parole un divorzio all'italiana in salsa british.
  • Infine, la croce e delizia di ogni Bond: le donne. In questo film sono presenti in tre: Vesper, ovvero l’ossessione che sembra guidare le azioni dell’agente segreto; Fields, la donna oggetto di turno che si scioglie alla vista di una suite e, infine, Camille Montes. Solo quest’ultima avrà una parvenza di rapporto alla pari con 007. Non ho capito se perché li accomunava la vendetta o perché non c’aveva abbastanza tette.

Prima delle votazioni di rito, un paio di chicche senza spoiler che mi sono gustato: la scena all’opera per come è stata pensata e costruita e la retorica secondo cui l’MI6 combatte i criminali con cui la Cia va a nozze. 
God save the Queen.

Quantum of Solace si prende un 7 -. Il meno te lo becchi perché sei stato sotto le aspettative.

Prima di passare al prossimo, un suggerimento per 007: ma quando imparerai a non ammazzare i nemici che insegui? E grazie che non sapete ancora niente della Spectre. Minchia, le basi!

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