lunedì 16 marzo 2015

Ernest Cline, l’ autore che pare cresciuto nella tua stessa sala giochi

La versione in rosso della copertina di Ready Player One


Oggi tocca a uno di quei libri che quando li finisci, ti assale la sensazione che ogni lettura successiva sarà scialba. 
Per me almeno è stato così: ho dovuto approdare a Mr. Mercedes di Stephen King per riprendermi.

Ready Player One di Ernest Cline è una lettura obbligata se siete nati a cavallo tra i ’70 e gli ’80 e avete visto (e adorato) War Games, Navigator e Ladyhawke, giocato a tutti i grandi classici dei videogiochi e respirato a pieni polmoni quella cultura pop che sarebbe diventata la base formativa di ogni buon nerd trentenne di oggi. Se in più vi siete trovati a bazzicare – da ventenni – World of Warcraft e i gdr online, il quadro è completo.

Un libro (di fantascienza) talmente pieno di citazioni da farmi salire la scimmia per le spalline e i capelli cotonati.

Non vi sto a raccontare la trama, quella la trovate su google o in quarta di copertina. Vi dico solo che io in quel mondo mi ci sono divertito un sacco.

Perché parlarne solo ora, a diversi anni dall’uscita? 
Io l’ho letto solo qualche mese fa, innanzitutto.
E poi a luglio è prevista l’uscita del nuovo romanzo di Cline: Armada… e direttamente dal sito di Cline si approda a questo: Armada is at once a rollicking, surprising thriller, a classic coming of age adventure, and an alien-invasion tale like nothing you’ve ever read before—one whose every page is infused with author Ernest Cline’s trademark pop-culture savvy.  

Ebbè, che vuoi di più? Thriller, avventura e alieni.

Vado a preparare un fortino sul divano.

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