venerdì 13 marzo 2015

Di quel giorno in cui mi resi conto di essere un giocatore della domenica.

Il meme che incrocia Dark Souls e Lo hobbit


Sono nato all’inizio degli anni ’80 e quindi ho passato l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta (quindi ancora adesso) attaccato ai videogiochi. 
Ho visto l’evoluzione della grafica, delle storie e dei personaggi. 
Ho visto la trasformazione di realtà indipendenti in colossi dell’intrattenimento e multinazionali sbriciolarsi sotto il peso di un paio di titoli sbagliati.

Vabbè, tutto questo per dire che quando c’è fuori il sole, io chiudo le finestre e impugno il pad. Ero convinto di essere un buon giocatore che si divertiva e riusciva a sconfiggere mostri, scalare città, trasformarsi e evolversi senza grossi problemi.

Tutto questo fino a quando non mi sono imbattuto in Dark Souls II.

Ora, prima di comprare un gioco, io leggo le recensioni, i forum e i siti nerd. Scelgo con cura perché non posso comprarne troppi (ho anche una vita, quindi pochi soldi e poco tempo). Avevo letto che Dark Souls II era difficile ma pensavo che, alla luce della mia esperienza pluriennale, mi sarei divertito. Bestemmiando, ok, ma comunque divertito.

E niente, dopo un giorno l’ho riportato al negozio e ho preso un’alternativa.

Che avreste fatto voi se vi foste ritrovati nello stesso cazzo di punto dopo quasi 4 ore di gioco? 

Ho dovuto ritarare il mio status da hardcore gamer a pippa.

P.S.
Due post in due giorni. Non manterrò mai questa media.

P.P.S.
Visto che questa dovrebbe essere una recensione, vi dico che la mia limitata esperienza con Dark Souls II è stata positiva. Frustrante ma positiva. Bel gameplay, crescita del personaggio ben strutturata, comandi intuitivi. Peccato.

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