giovedì 8 ottobre 2015

Mercoledì cinema, giovedì recensione. Dove eravamo rimasti

Ricki Rendazzo, ovvero la Patti Smith del baretto sotto casa

Mai titolo fu più azzeccato per ricominciare il circolino del mercoledì cinema.

Avremmo potuto essere i protagonisti di un romanzo di Stephen King che dopo 15 anni si ritrovano per riprendere le vecchie abitudini e quello sarebbe stato il titolo perfetto del nostro film personale.

E invece i protagonisti della pellicola (che termine desueto, eh?) sono Meryl Streep (formidabile, che ve lo dico a fare) e Kevin Kline (in una splendida forma attoriale e fisica, per avere quasi 70 anni).

Il film è bello? Non esageriamo. Ottime prove d’attore (ed è uno dei motivi per cui vai a vedere un film di questo genere) con trama leggera e qualche momento telefonato, nonostante la sceneggiatrice fosse Diablo Cody.

Mi ha ricordato il grande freddo, in qualche scena… ma forse era solo la sensazione (espressa benissimo da altri componenti del circolino) che il film avesse un ritmo e un montaggio molto anni ’90. 
Se sei cresciuto negli anni ’90 sai cosa intendo, sennò vai a recuperarti i fondamentali. 
E Jonathan Demme qualcuno di questi fondamentali li ha girati (Il silenzio degli innocenti e Philadephia, mica pizza e fichi).

Insomma, per fortuna la Streep canta da dio, recita meglio e sa calarsi in ogni ruolo possibile. Kevin Kline idem (tranne per il canto ma semplicemente perché non si sono scene in cui ha dovuto sforzare la sua ugola).

Voto: 6 complessivo. 8 ½ ai due attori già citati.

Per concludere, l’aspetto più bello di ieri è stato risedersi al cinema sapendo che abbiamo ripreso una piacevole abitudine.

La cosa brutta per voi è che vi romperò i coglioni di nuovo con le mie recensioni.

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