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| Ricki Rendazzo, ovvero la Patti Smith del baretto sotto casa |
Mai titolo fu più azzeccato per ricominciare il circolino
del mercoledì cinema.
Avremmo potuto essere i protagonisti di un romanzo di Stephen
King che dopo 15 anni si ritrovano per riprendere le vecchie abitudini e quello
sarebbe stato il titolo perfetto del nostro film personale.
E invece i protagonisti della pellicola (che termine
desueto, eh?) sono Meryl Streep (formidabile, che ve lo dico a fare) e Kevin
Kline (in una splendida forma attoriale e fisica, per avere quasi 70 anni).
Il film è bello? Non esageriamo. Ottime prove d’attore (ed è
uno dei motivi per cui vai a vedere un film di questo genere) con trama leggera
e qualche momento telefonato, nonostante la sceneggiatrice fosse Diablo Cody.
Mi ha ricordato il
grande freddo, in qualche scena… ma forse era solo la sensazione (espressa
benissimo da altri componenti del circolino) che il film avesse un ritmo e un
montaggio molto anni ’90.
Se sei cresciuto negli anni ’90 sai cosa intendo, sennò vai a recuperarti i fondamentali.
E Jonathan Demme qualcuno di questi
fondamentali li ha girati (Il silenzio degli innocenti e Philadephia, mica
pizza e fichi).
Insomma, per fortuna la Streep canta da dio, recita meglio e
sa calarsi in ogni ruolo possibile. Kevin Kline idem (tranne per il canto ma
semplicemente perché non si sono scene in cui ha dovuto sforzare la sua ugola).
Voto: 6 complessivo. 8 ½ ai due attori già citati.
Per concludere, l’aspetto più bello di ieri è stato risedersi al cinema
sapendo che abbiamo ripreso una piacevole abitudine.
La cosa brutta per voi è che vi romperò i coglioni di nuovo
con le mie recensioni.

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