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| La copertina del volume |
Ho scoperto il personaggio di Deadpool come conseguenza
della mia passione per la saga Marvel
Zombie (il primo volume, che ha dato origine a tutto, l’ha scritto un certo
Robert Kirkman).
Delle varie uscite conseguenti a Marvel Zombie, una mi ha colpito particolarmente per la follia del
suo personaggio, le scene metafumettistiche e l’umorismo macabro: In viaggio con la testa.
Ma non è di questa
che parliamo oggi.
Né dei Deadpool Corps,
della serie con Cable, di quella Deadpool
uccide (I Classici, Deadpool, l’Universo Marvel)… insomma, diciamo che ho
seguito il mercenario chiacchierone con particolare attenzione e sono diventato,
almeno per il personaggio in questione, il prototipo del Marvel Zombie che
casca in ogni operazione commerciale della casa delle idee.
La faccio breve, promesso: oggi parliamo della rilettura di
Deadpool de L’arte della guerra di
Sun Tzu.
Il pretesto da cui parte tutto è l’incontro (o meglio, lo
scontro) tra Deadpool e lo stesso Sun Tzu: senza spiegare al lettore come sia
possibile, il mercenario si ritrova nella Cina del V secolo dove ruba i rotoli
di bambù su cui è scritta la famosa opera.
Tornato nel mondo contemporaneo,
Deadpool realizza che l’unico modo per riuscire a vendere il libro a una casa
editrice è quello di far scoppiare una guerra e usare l’antico manoscritto come
manuale di sopravvivenza.
Dopo la premessa, il volume scorre tra gustosi riferimenti
cinematografici e rimandi al mondo reale come se non ci fosse un domani.
Più la
solita dose di sangue, mutilazioni e cambiamenti di bandiera.
[Spoiler alert]
Più della trama, mi preme segnalarvi qualche chicca che mi è
rimasta impressa:
- Deadpool che sceglie tra le varie versioni di
Loki (Loki è un bambino? Di chi è questa
grande idea? Loki donna? Mi prendete
in giro? Ma come diavolo… ! ).
- Deadpool che recita le massime di Sun-Tzu o
scrive sul portatile mentre intorno a lui infuria la battaglia.
- Loki e Skurg che commentano le didascalie delle
vignette.
- I curatori di Deadpool che alla fine sono gli
unici a voler comprare la versione rivista e corretta de L’Arte della guerra (e
che alla fine pubblicano, di conseguenza, l’albo Marvel)
[Fine spoiler]
Un bel volume, quindi, con gli ottimi disegni di ScottKoblish e i colori di Val Staples (stupende le copertine dei singoli capitoli
che rimandano all’arte cinese antica), che non può mancare nella libreria di
ogni buon fanatico della Marvel.
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| Tanto per dirvi fino a dove si spingono i fan |


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