lunedì 19 ottobre 2015

L'arte della guerra di Deadpool

La copertina del volume

Ho scoperto il personaggio di Deadpool come conseguenza della mia passione per la saga Marvel Zombie (il primo volume, che ha dato origine a tutto, l’ha scritto un certo Robert Kirkman).
Delle varie uscite conseguenti a Marvel Zombie, una mi ha colpito particolarmente per la follia del suo personaggio, le scene metafumettistiche e l’umorismo macabro: In viaggio con la testa

Ma non è di questa che parliamo oggi. 

Né dei Deadpool Corps, della serie con Cable, di quella Deadpool uccide (I Classici, Deadpool, l’Universo Marvel)… insomma, diciamo che ho seguito il mercenario chiacchierone con particolare attenzione e sono diventato, almeno per il personaggio in questione, il prototipo del Marvel Zombie che casca in ogni operazione commerciale della casa delle idee.

La faccio breve, promesso: oggi parliamo della rilettura di Deadpool de L’arte della guerra di Sun Tzu.

Il pretesto da cui parte tutto è l’incontro (o meglio, lo scontro) tra Deadpool e lo stesso Sun Tzu: senza spiegare al lettore come sia possibile, il mercenario si ritrova nella Cina del V secolo dove ruba i rotoli di bambù su cui è scritta la famosa opera. 
Tornato nel mondo contemporaneo, Deadpool realizza che l’unico modo per riuscire a vendere il libro a una casa editrice è quello di far scoppiare una guerra e usare l’antico manoscritto come manuale di sopravvivenza.

Dopo la premessa, il volume scorre tra gustosi riferimenti cinematografici e rimandi al mondo reale come se non ci fosse un domani. 
Più la solita dose di sangue, mutilazioni e cambiamenti di bandiera.

[Spoiler alert]

Più della trama, mi preme segnalarvi qualche chicca che mi è rimasta impressa:
- Deadpool che sceglie tra le varie versioni di Loki (Loki è un bambino? Di chi è questa grande idea? Loki donna? Mi prendete in giro? Ma come diavolo… ! ).
- Deadpool che recita le massime di Sun-Tzu o scrive sul portatile mentre intorno a lui infuria la battaglia.
- Loki e Skurg che commentano le didascalie delle vignette.
- I curatori di Deadpool che alla fine sono gli unici a voler comprare la versione rivista e corretta de L’Arte della guerra (e che alla fine pubblicano, di conseguenza, l’albo Marvel)

[Fine spoiler]

Un bel volume, quindi, con gli ottimi disegni di ScottKoblish e i colori di Val Staples (stupende le copertine dei singoli capitoli che rimandano all’arte cinese antica), che non può mancare nella libreria di ogni buon fanatico della Marvel.
Tanto per dirvi fino a dove si spingono i fan



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