Domenica ero a pranzo con la mia famiglia e ho scoperto, con
grande sorpresa e sommo giubilo, che i miei genitori – all’epoca ancora
fidanzati – hanno portato i miei zii – all’epoca tutti pischelletti – a
vedere il primo film di Guerre Stellari.
A distanza di quasi quarant’anni tutti ricordavano quel
momento, segno che in qualche modo si era impresso a fuoco nella loro memoria.
Io mi emoziono ogni volta che leggo le parole “Tanto tempo fa, in una galassia lontana…”,
figuriamoci averle viste su uno schermo cinematografico.
Si vabbè, bello l’amarcord ma che c’entra con Ritorno al futuro?
C’entra che fino a qualche tempo fa, l’unica cosa che mi
mancava della trilogia di Robert Zemeckis era averla vista al cinema.
Ora, non solo ho visto al cinema il primo episodio nel 2013 ma
ho avuto anche la possibilità di partecipare a una maratona col primo e il secondo episodio,
mercoledì 21 ottobre 2015.
Se sei arrivato a leggere fin qui vuol dire che sai di cosa
sto parlando e sai cosa significa questa data per noi fan della saga di Marty e
Doc.
Se invece non lo sai e sei capitato qui per caso, apri Google immagini e
cerca questo:
Scoprirai cos’è un flusso canalizzatore e come l’idea venne
a Doc dopo esser scivolato in bagno.
Vedrai il futuro immaginato trent’anni fa
e comincerai a pensare quadrimensionalmente.
Oggi tutto il mondo dell’internet parla di Ritorno al futuro.
E quando dico tutto il mondo intendo letteralmente, non come quando Grillo dice
che la rete si è espressa e in realtà hanno votato 3 amici al bar.
In giro si trova di tutto sui tre film: trama, bloopers,
gadget, aneddoti, cosplayer e perfino un filmato
secondo cui il primo Ritorno al futuro ha predetto l’11 settembre.
Non scherzo,
lo trovate qui.
Il post di oggi serve innanzitutto a me, a mettere in ordine
i tanti significati che questa trilogia ha avuto per Felice adolescente,
prima, e per Felice un po’ più grande,
dopo.
Se hai visto e rivisto i film fino a diventarne un appassionato, magari
molte delle cose che leggerai le avrai vissute tu stesso.
Se oggi, a trent’anni suonati, sono un appassionato delle
teorie sui viaggi nel tempo e sono riuscito a vedere anche Primer, lo devo a
questa trilogia.
Se la fantascienza è il mio genere preferito, lo devo a Doc
Brown e alle sue teorie.
Se ho provato ad andare sullo skate (fallendo miseramente)
quando avevo 10 anni, lo devo a Marty. Anzi a Biff, da cui anche io avrei
voluto scappare.
Ho scoperto l’influenza degli spaghetti western nel cinema mondiale col terzo
episodio: prima di Clint Eastwood il trucco del metallo sul petto l’ho visto
fare a Marty (anzi al sig. Eastwood, in quel caso).
Se ne parlo ancora con i miei fratelli in maniera
appassionata e se, nelle serate alcoliche, ci divertiamo a citarne le battute
insieme a un paio di amici grandi fan, lo devo al potere di creare
storie del caro Zemeckis (e del sempre dimenticato Bob Gale).
E quindi, alla fine, posso affermare che l'universo di Guerre
Stellari è una meraviglia, i personaggi del Signore degli anelli sono
affascinanti ma per me, nell’olimpo delle trilogie, quella di Ritorno al futuro deve avere un posto da
protagonista.
P.S.
Se per caso questa recensione del giovedì (anticipata per la
grande occasione) ti ha fatto venire voglia di vedere i film, non troverai
posto al cinema, te l’assicuro.
Prendi il cofanetto blu ray della trilogia,
siediti sul divano per quelle sei ore buone e ripeti con me: Grande Giove!


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