venerdì 7 agosto 2015

Le storie Bonelli: fumetti (anche) per chi non legge fumetti


Negli ultimi anni, nel piccolo grande mondo del fumetto, si è parlato tanto del variegato pubblico a cui gli autori si rivolgono con le loro opere. 
È stato rappresentato prima come un’esigua nicchia, poi un po’ i social, un po’ i nuovi autori e le politiche delle case editrici, si è trasformato in una folla da numeri ragguardevoli.

La verità dovrebbe stare nel mezzo, ma tanto non è questo l’argomento del post.

Sarà che seguo con assiduità il lavoro di chi si rivolge a un pubblico nuovo (o comunque cerca di farlo) – leggasi Bao Publishing con Zerocalcare, la Bonelli degli ultimi anni con le novità di Roberto Recchioni e le nuove scelte editoriali in generale  – però io ho sentito spesso parlare di voler raggiungere chi non ha mai letto i fumetti, invece che .

Ci sono storie di successo eclatante in questo senso (il già citato Zerocalcare) e ci sono operazioni interessanti che – secondo il mio parere – stanno facendo ottimi passi avanti.

Mi riferisco, nello specifico, a “Le storie”, la collana della Bonelli arrivata in questi giorni al trentaquattresimo numero e al secondo speciale a colori.

Quali sono i punti di forza di una serie come questa?

Uno solo, essenziale e fondamentale: ci trovate tutto quello che volete.

Siete appassionati di horror? Quale sfumatura, lo splatter con gli zombie e le tettone? Il gotico ottocentesco? Troverete ottimi esempi dell’uno e dell’altro.

Vi piace la fantascienza? Idem.

I western? Ce l’ho.

Il giappone feudale? Voilà.

I gangster? Vabbè, avete capito.

Quasi tutte le storie sono ben strutturate e raccontate (ho scoperto alcuni sceneggiatori bravi e altrettanti disegnatori di talento). Il peggio che vi può capitare, se comprate tutti i numeri come faccio io, è leggere una storia di un genere di cui non vi è mai fregato una beneamata.

Mi chiedo solo come possa un non collezionista comprare un solo numero (magari il 18, chessò) e metterlo sulla libreria senza farsi venire una sincope ogni volta che lo guarda, da solo, senza gli altri numeri intorno. Ma forse sono fisime mie.

Tutti a parlare di letture estive, in agosto, questo è il mio contributo alla causa. 
Andate e leggete, orsù.


Magari recuperate anche i numeri vecchi, così se dovessi capitare a casa vostra, non vedrete vibrare la mia palpebra da collezionista compulsivo. Li trovate qui.

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