Negli ultimi anni, nel piccolo grande mondo del fumetto, si
è parlato tanto del variegato pubblico a cui gli autori si rivolgono con le
loro opere.
È stato rappresentato prima come un’esigua nicchia, poi un po’ i
social, un po’ i nuovi autori e le politiche delle case editrici, si è trasformato
in una folla da numeri ragguardevoli.
La verità dovrebbe stare nel mezzo, ma tanto non è questo
l’argomento del post.
Sarà che seguo con assiduità il lavoro di chi si rivolge a
un pubblico nuovo (o comunque cerca di farlo) – leggasi Bao Publishing con Zerocalcare,
la Bonelli degli ultimi anni con le
novità di Roberto Recchioni e le
nuove scelte editoriali in generale – però
io ho sentito spesso parlare di voler raggiungere chi non ha mai letto i
fumetti, invece che .
Ci sono storie di successo eclatante in questo senso (il già
citato Zerocalcare) e ci sono
operazioni interessanti che – secondo il mio parere – stanno facendo ottimi
passi avanti.
Mi riferisco, nello specifico, a “Le storie”, la collana della Bonelli
arrivata in questi giorni al trentaquattresimo numero e al secondo speciale a
colori.
Quali sono i punti di forza di una serie come questa?
Uno solo, essenziale e fondamentale: ci trovate tutto quello
che volete.
Siete appassionati di horror? Quale sfumatura, lo splatter
con gli zombie e le tettone? Il gotico ottocentesco? Troverete ottimi esempi
dell’uno e dell’altro.
Vi piace la fantascienza? Idem.
I western?
Ce l’ho.
Il giappone feudale? Voilà.
I gangster? Vabbè, avete capito.
Quasi tutte le storie sono ben strutturate e raccontate (ho
scoperto alcuni sceneggiatori bravi e altrettanti disegnatori di talento). Il
peggio che vi può capitare, se comprate tutti i numeri come faccio io, è
leggere una storia di un genere di cui non vi è mai fregato una beneamata.
Mi chiedo solo come possa un non collezionista comprare un
solo numero (magari il 18, chessò) e metterlo sulla libreria senza farsi venire
una sincope ogni volta che lo guarda, da solo, senza gli altri numeri intorno.
Ma forse sono fisime mie.
Tutti a parlare di letture estive, in agosto, questo è il mio contributo alla causa.
Andate e leggete, orsù.
Magari recuperate anche i numeri vecchi, così se dovessi
capitare a casa vostra, non vedrete vibrare la mia palpebra da collezionista
compulsivo. Li trovate qui.

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