mercoledì 1 aprile 2015

Mercoledì cinema temporaneamente sospeso. Oggi di nuovo tv. Serie tv.

Fine delle trasmissioni

Eh sì, questa settimana e la prossima il circolino del mercoledìcinema non si riunirà per incompatibilità geografica. Tranquilli, riprenderemo con regolarità subito dopo esserci sbafati l'agnello (o almeno subito dopo che 3/4 di noi l'avranno fatto).

Oggi, quindi, recensione a sorpresa di una serie, o meglio di quello che potremmo definire ormai un genere: le serie tv britanniche.
Ne ho viste svariate, negli anni scorsi. E nessuna mi ha deluso.
Piccola panoramica su quelle che ho visto e adorato (senza alcuna velleità di classifica, solo così come mi vengono in mente).


Doctor Who

Doctor Who
Tanti ne parlano, pochi lo hanno visto, nessuno lo conosce. Dall'alto del suo record di serie di fantascienza più longeva al mondo, il dottore ci guarda e sorride. Vi piacciono la fantascienza classica, gli effetti speciali demodé, i viaggi nel tempo/spazio e lo humor inglese? Beh, che fate ancora davanti allo schermo? Correre a cercare le edizioni passate, su.


Black Mirror

Black Mirror
Una di quelle serie perfettamente calate nel contesto odierno. Prendete i moderni mezzi di comunicazione, i format televisivi, le idiosincrasie che i social ci hanno regalato, frullatele insieme a un cinismo chirurgico e allo sguardo disincantato di chi conosce questi strumenti e avrete Black Mirror. O una visione di come potrebbe essere il nostro futuro. Non nel 2050, però. Domani.
(n.d.a. alcune puntate ho dovuto guardarle da solo perché Laura, la ragazza che mi accompagna in questi viaggi dentro e fuori il vecchio tubo catodico, non era ancora abbastanza temprata da sopportare una bambola che incarna le fattezze di un morto, parla come un morto e tromba come un dio del porno. Che stomaco delicato).


Where is Jessica Hyde?

Utopia
Cospirazionisti di tutto il mondo, unitevi! Fate i popcorn e guardate la realizzazione di tutti i vostri incubi (o sogni, dipende da che parte della cospirazione preferite stare!). Violenta, veloce nel ritmo, credibile, incentrata intorno a un fumetto e a un virus: questa serie vi rimarrà in testa molto a lungo. Ho solo paura che, visto il successo della serie, gli avidi produttori (teorie cospirazioniste, a me!) spingano gli sceneggiatori a produrre più materiale di quanto ne abbiano in testa... allungando il proverbiale brodo e diluendo quello che poteva essere un capolavoro in troppe stagioni. 
Questo comportamento è anche noto come la sindrome di Heroes.



Inside n° 9
Questa è l'ultima del post e anche la sorpresa del momento. Ho visto solo la prima puntata e sono rimasto piacevolmente scioccato. 
Durata breve (30 minuti), unica ambientazione (una stanza, anzi un armadio), personaggi da incastro perfetto, dialoghi serrati e un finale da lasciarti a bocca aperta. Ed era solo la prima puntata. Le altre avranno la stessa ambientazione (la casa, non l'armadio) e non vedo l'ora di vederle.

Per chiudere, cosa mi è piaciuto di più delle serie che ho citato? 
In ordine sparso:
Il fatto che abbiano un inizio e una fine (non guardarmi così, Dottore!).
Il tardis. 
I colori ipersaturati di Utopia.
Where is Jessica Hyde?
Il maiale nella stanza con la telecamera.
I dialoghi e lo humor.
L'accento inglese.
Questa sigla:

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